È necessario un adeguamento del tasso ipotecario di riferimento? Contattateci come inquilino per qualsiasi dubbio tramite il portale locatari myLivit.

Domande frequenti

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L’Ufficio federale delle abitazioni pubblica il tasso di riferimento con scadenza trimestrale, ossia il 1° marzo, il 1° giugno, il 1° settembre e il 1° dicembre.

I locatari presentano la loro richiesta tramite il portale locatari myLivit. La richiesta firmata a mano da tutte le parti locatarie deve essere caricata come scansione o foto.

No, se il/la locatario/a ha un contratto di locazione indicizzato può fare riferimento solo all’indice degli affitti e non al tasso ipotecario di riferimento.

Sì, tutte le persone che hanno sottoscritto il contratto di locazione devono firmare anche la richiesta di riduzione.

Un adeguamento sulla base della modifica del tasso ipotecario di riferimento può essere effettuato solo se il tasso d’interesse del contratto di locazione o dell’ultimo adeguamento della pigione è inferiore a quello attualmente in vigore. Indipendentemente dal tasso ipotecario di riferimento, è possibile procedere a un adeguamento del rincaro o dell’aumento dei costi.

Il rincaro viene calcolato sulla base dell’indice nazionale dei prezzi al consumo. Il dato di partenza è l’indice noto dal contratto di locazione o al momento dell’ultimo adeguamento di pigione, il quale viene confrontato con il nuovo indice.

In caso di eventuale aumento, la informeremo per posta in merito all’adeguamento della pigione. Riceverà i nuovi dati di pagamento per tempo prima del termine di validità. 

Quando si parla di aumento dei costi ci si riferisce ai costi di gestione, manutenzione e amministrazione degli immobili in affitto. All’atto pratico si ricorre a importi forfettari.

No, essa può variare a seconda delle basi di calcolo.